Allenamento funzionale applicato allo sport di Michael Boyle

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L’allenatore Michael Boyle ha trasferito la sua esperienza pluriennale in questo libro che rappresenta un vero e proprio must del settore.

Allenamento funzionale applicato allo sport di Michael Boyle

Giunto alla sua seconda edizione, il libro Allenamento funzionale applicato allo sport” di Michael Boyle vuole essere un ampliamento alla prima versione del testo uscito per la prima volta nel 2004.

Boyle, nel suo libro, si propone di spiegare quello che è il suo principio, ovvero, che gli allenamenti dovrebbero riflettere il più fedelmente possibile i movimenti effettivi che un atleta deve produrre durante la competizione. Ecco perché l’allenamento illustrato da Boyle in questo libro può essere definito “funzionale”.

Allenamento funzionale applicato allo sport: primo capitolo

Nel primo capitolo del suo libro, Michael Boyle propone quelli che sono i punti fondamentali dell’allenamento funzionale, ovvero:

  • Il fatto di essere applicabile in maniera quasi invariata ad ogni tipo di sport
  • Il fatto che dovrebbe essere eseguito senza l’ausilio di macchine, ma utilizzando solo il proprio peso corporeo come fonte di resistenza
  • Il fatto di utilizzare quantità controllate di instabilità al fine di stimolare l’equilibrio e la propriocezione
  • Il fatto di insegnare agli atleti come gestire il proprio peso corporeo
  • Il fatto di allenare i movimenti e non i muscoli

Una degli aspetti più interessanti di questo libro è sicuramente la capacità con cui Boyle mette in discussione dei concetti ormai dati per scontati nel mondo dell’atletica e dello sport in generale; un esempio tra tutti quello relativo alla sopravvalutazione della corsa a distanza, soprattutto in rapporto con il miglioramento delle prestazioni negli sport che prevedono scatti e sprint intensi come tennis, pallacanestro, baseball, calcio, ecc.

Secondo Boyle, infatti, il modo migliore per migliorare rapidità e velocità in un’atleta è quello di basare il suo programma di allenamento sullo sviluppo di potenza e forza nonché su esercizi di velocità e agilità.

Per Boyle, inoltre, nessuno sport (tranne forse il braccio di ferro) comporta solo un movimento isolato; ecco perché l’autore del libro non ama molto le macchine per il sollevamento pesi e di altri esercizi che prendono di mira solo un singolo gruppo muscolare.

Boyle è un estimatore degli esercizi dinamici e non di quelli statici; nel libro, infatti, si pone la domanda se valga la pena eseguire esercizi da seduti, in quanto, a parte il canottaggio, non esiste un altro sport che preveda questa posizione durante l’esecuzione. Ecco perché la maggior parte degli esercizi proposti da Boyle vengono eseguiti in piedi.

I programmi di allenamento Boyle generalmente includono i seguenti elementi:

  • Esecuzione di esercizi di allungamento statico
  • Miglioramento della mobilità tramite attivazione e riscaldamento dinamico
  • Miglioramento della velocità
  • Miglioramento della potenza e della resistenza

Nel libro, Boyle introduce decine di esercizi specifici per l’allenamento funzionale secondo le categorie sopra citate. Viene prima presentato un esercizio “di base” al quale vengono successivamente aggiunte diverse opzioni per ridurre la difficoltà (“Regressioni”) o aumentare la difficoltà (“Progressioni”). Quasi tutti gli esercizi sono accompagnati da un’immagine a colori di un atleta che esegue lo specifico esercizio come dimostrazione di una corretta esecuzione.

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